"CLASSICA DOMANI"
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Così la definì la rivista "Ruoteclassiche" nel 1995, in un ampio articolo dedicato
Al suo debutto, nel 1984 in Italia costava un patrimonio: di base circa 55 milioni di Lire, vale a dire più del doppio di una "190E" e più di una "280SE"
Pensate che per acquistare una Ferrari 208 GTB Turbo bastava aggiungere solamente una dozzina di milioni di Lire...
Oggi una Mercedes 190E 2.3-16 in buone condizioni si può trovare a prezzi molto accessibili anche se l'interesse per questo particolare tipo di auto porta talvolta a trattative molto variabili.


(Foto: modello prima versione, 1984 - doppia spazzola tergi, unico ugello lavavetri - 136 Kw)

Comparsa a fine 1983, anche se in Italia si è vista all'inizio del 1985, aveva in comune con le sorelle minori l'aspetto esteriore ed il progetto-base, ma già l'alettone, gli spoiler pronunciati e le appendici aerodinamiche sui fianchi facevano capire che in realtà questa Mercedes avesse un carattere ben più corsaiolo. Una sorta di rivoluzione per la tradizionalista casa tedesca che aveva mire ben precise: dare fastidio all'avversaria BMW che con le berline "M3" aveva sottratto mercato; inoltre la prospettiva di calcare le piste con un modello che potesse garantire un buon ritorno commerciale. In effetti (parliamo di oltre 15 anni fa) un propulsore con oltre 80CV/Litro era una gran cosa, e con la cilindrata portata a 2.3 litri con una nuova testata a 16 valvole rielaborata dalla Cosworth la poneva ai massimi livelli di interesse, infatti la casa inglese intervenne radicalmente nel progetto, ottenendo ottimi risultati. Il rovescio della medaglia era rappresentato dal prezzo (circa 55 milioni di lire) che per quell'epoca erano veramente una enormità.

Le prestazioni erano - per l'epoca - molto elevate: i 185 CV consentivano di raggiungere i 235 Km/h con una elevata coppia: 24,5 kgm a 4500 giri.

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LA PRODUZIONE DELLA
190E 2.3 & 2.5-16

190E 2.3-16 telaio 201.034

 

190E 2.5-16 telaio 201.035

1983: 5
1984: 2.445
1985: 8.656
1986: 5.473
1987: 2.374
1988: 534
Costava circa 55 milioni di Lire
1988: 959
1989: 2.645
1990: 1.270
1991: 566
1992: 197
1993: 106
Costava circa 67 milioni di Lire
Tot.: 19.487 esemplari Tot.: 5.743 esemplari

LA PRODUZIONE DELLA
190E 2.5-16 EVOLUZIONE

Telaio 201.036
02/1989 - 05/1989: 502 esemplari (Evo 1)
Costava circa 87 milioni di Lire
05/1990 - 07/1990: 502 esemplari (Evo 2)
Costava circa 110 milioni di Lire

COME NACQUE LA 2.3-16...

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Il 29 novembre 1982 il mondo degli esperti automobilistici alza la testa meravigliato: sulla scena appare la terza serie Mercedes-Benz sotto forma di una vettura compatta e lungamente attesa, il modello 190/190 E. Un evento sensazionale, come di fatto verrà velocemente dimostrato, in quanto questa Mercedes è decisamente diversa in termini di design, telaio, motore e struttura leggera rispetto alle sue compagne, la cosiddetta classe “media“ Mercedes e la serie S. Oggi si chiamano semplicemente Classe C, Classe E e Classe S.

Il design avanguardista della vettura con il profilo marcatamente cuneiforme e spigoloso nei dettagli, la coda rialzata e lo spoilerino quasi perpendicolare appare sconvolgente per i puristi dello stile. Ma soprattutto così diverso dallo stile Mercedes fino allora conosciuto. I tecnici rimangono invece affascinati dall’ottimo valore di Cx, l’asse anteriore a montanti telescopici e soprattutto il nuovo retrotreno a bracci multipli, con cui si apre un nuovo capitolo in termini di dinamica di marcia, sicurezza attiva e comfort.
E poi le nuove vetture sono anche veloci. La Mercedes-Benz 190 raggiunge quasi la soglia dei 200 km, mentre la 190 E la sfonda decisamente, e tutto ciò con consumi di carburante estremamente contenuti.

Che questi due modelli non siano destinati a restare gli unici, per i bene informati è soltanto una questione di tempo. Infatti si sapeva che alla fine sarebbe stato introdotto un diesel e forse anche una versione sportiva. Le aspettative non rimangono disattese a lungo. Nel 1983, infatti, all’IAA di Francoforte debuttano la 190 D e la sportiva 190 E 2.3-16.


Il debutto della 190 E 2.3-16
I nuovi modelli Mercedes-Benz, prima di apparire davanti al pubblico, devono attraversare come prototipi un vero e proprio “girone infernale” che li renderà pronti ad affrontare una vita lunga ed il più possibile scevra da difetti. Ma che l’ultima prova delle straordinarie capacità di resistenza di un’auto venga presentata al pubblico su una pista di collaudo ad alta velocità, è senz’altro qualcosa di insolito. Il nuovo motore a quattro cilindri da 2,3 litri del modello 190 E 2.3-16 con due alberi a camme in testa è il primo quattro valvole installato su una Mercedes di serie. La sua testata in lega, progettata in collaborazione con l’azienda motoristica britannica Cosworth, possiede due alberi a camme, quattro valvole sospese a V per ogni cilindro ed apposite camere di combustione a tetto con le candele di accensione disposte centralmente. L’iniezione meccanica della benzina con il sistema Bosch KE-Jetronic consente un esatto dosaggio della miscela. Il motore eroga 136 kW/185 CV a 6200 giri/min ed offre una coppia massima di 240 Nm a 4500 giri/min, con cui l’auto raggiunge i 100 km in 7,5 secondi ed una velocità di 235 chilometri orari. Il tutto è abbinato ad un cambio manuale a cinque marce con rapporti di innesto sportivi, mentre l’asse posteriore è dotato di un sistema di regolazione livello di serie.

L’immagine esteriore della carrozzeria è stata modificata per rispondere alle esigenze aerodinamiche dettate dalle alte prestazioni. Le grembialature anteriori e posteriori risultano quindi ulteriormente ribassate, ed uno spoiler più piccolo sulla coda assicura una maggiore portanza, mentre gli pneumatici più larghi rispetto al modello 190 E sono coperti da parti applicate sui passaruota e sulle fiancate. Così  l’auto entra nella produzione in serie.

Tre di queste vetture di serie, che per la “corsa da record con prova di affidabilità“ sono state modificate solo in minima parte (la carrozzeria è stata ribassata di 15 millimetri, la grembialatura frontale prolungata di 20 millimetri verso il basso, la ventola del radiatore smontata ed invece del servosterzo viene utilizzato uno sterzo meccanico), partono alle prime ore del mattino del 13 agosto 1983 per un tour de force lungo 50.000 chilometri che richiede notevoli capacità di resistenza sia alle auto che ai piloti, nonché al team di collaboratori della prova. Per mantenere costante l’altezza libera da terra delle “auto di Nardò“, le vetture vengono dotate di un sistema di regolazione livello anche sull’asse anteriore.
La pista circolare da record di Nardò è lunga esattamente 12,64026 chilometri, ha un diametro di circa 4 chilometri ed è lievemente rialzata verso l’esterno. Questo percorso permette di marciare praticamente senza l’influsso di forze laterali arrivando a fasce di velocità anche superiori a 240 km/h.
Secondo i calcoli degli ingegneri, la soglia desiderata dei 50.000 chilometri dovrebbe essere superata alla mattina dell’ottavo giorno, a condizione che non si verifichino guasti, che le soste ai box si svolgano secondo i piani e che i sei piloti resistano alle fatiche estreme della prova. I tempi per ogni giro devono mantenersi sui 3 minuti e 5 secondi, per poter raggiungere l’obiettivo di una media di 240 km/h, pit-stop compresi. Il buon valore di Cx, pari a 0,30, lascia prevedere una velocità anche lievemente maggiore rispetto alla vettura di serie.
Ogni due ore e mezzo, viene effettuata una sosta di 20 secondi per il cambio dei piloti ed il rifornimento, mentre ogni 8500 chilometri, bisogna sostituire le gomme posteriori, a causa del forte consumo del battistrada; quelle anteriori vanno invece cambiate ogni 17.000 chilometri. Durante queste pause di 5 minuti vengono sostituiti l’olio e il relativo filtro, oltre a controllare il gioco valvole. Per proteggere durante il giorno i vetri diffusori dalla sporcizia e da eventuali danni, sui fari vengono applicati cappucci in plastica, mentre la mascherina del radiatore viene coperta con una zanzariera rapidamente intercambiabile per evitare problemi di intasamento nel condotto dell’aria.

Dopo 201 ore, 39 minuti e 43 secondi, sui tachimetri di due delle auto in prova risultano 50.000 chilometri in più. Le parti di ricambio portate secondo il regolamento non sono servite, in quanto, nonostante le sollecitazioni estreme, le vetture corrono senza riscontrare assolutamente alcun problema. Per la terza auto, la rottura di una spazzola del distributore, un articolo del costo di pochi centesimi che il team ai box non ha potuto sostituire, bensì è stato costretto a “rattoppare“, ha significato una pausa di tre ore.
La nuova Mercedes-Benz 190 E 2.3-16, dopo aver dimostrato di saper soddisfare pienamente le aspettative in lei riposte, viene presentata a settembre al Salone dell’Auto di Francoforte attirando magneticamente l’attenzione del pubblico e l’interesse degli acquirenti. In seguito, la “16 valvole“ avrebbe rappresentato per anni la solida base su cui si è fondato il successo delle auto da corsa Mercedes-Benz al DTM, il Campionato Turismo Tedesco.

Record mondiali:

25.000 km: 247,094 km/h
25.000 miglia: 247,749 km/h
50.000 km: 247,939 km/h

Record internazionali di categoria:

1000 km: 247,094 km/h
1000 miglia: 246,916 km/h
5000 km: 246,914 km/h
5000 miglia: 246,729 km/h
10.000 km: 246,826 km/h
10.000 miglia: 246,839 km/h
6 ore: 246,798 km/h
12 ore: 246,628 km/h
24 ore: 246,713 km/h